Radio Tarlo

sabato 12 agosto 2017

Una telefonata? Allunga la vita

Non sono un uomo poco tecnologico anzi, apprezzo la tecnologia e i vantaggi che essa, almeno teoricamente, porta all'essere umano.
Solo che ho alcune difficoltà a rapportarmi con i "messaggi vocali".
Capita, talvolta, che una conversazione a messaggi di testo, si prolunghi e che ci sia la necessità di approfondire un qualche concetto. A quel punto, la mia logica personale prevede di prendere in mano il telefono e confrontarmi direttamente con la persona con cui sto dialogando.
Ora invece vanno di moda i "messaggi vocali" che io vivo come una sorta di male assoluto.
Messaggi vocali che a volte si prolungano fino a diventare veri e propri monologhi che, ve lo garantisco, possono arrivare a sette o otto minuti.
Ho provato a farmeli "piacere", ho provato anche ad adattarmi a questa moda e rispondere vocalmente qualche volta... con insoddisfazione comune di chi poi riceve la mia "voce" in risposta.
Si, perché dal mio tono di voce si capisce benissimo che, oltre all'orticaria, il messaggino vocale mi ha creato anche attacchi di pellagra e di gotta per cui le mie impacciate risposte audio suonano spesso così: "ah, ok. Magari ci sentiamo dopo".
Durante un messaggio vocale, non puoi interloquire, rispondere, interrompere o mugugnare in segno di assenso o negazione, insomma: il messaggio audio mi limita di quella che considero "libertà di contraddittorio o dialogo".
Quindi non vogliatemi male se, ad un vostro messaggio vocale di dieci minuti, rispondo con un singolo "ok".
Un vecchio spot televisivo, interpretato da Massimo Lopez, recitava "una telefonata allunga la vita", a me il messaggio vocale la accorcia, mi mette ansia e mi fa salire la pressione. Per cui: telefonatemi, oltre a farmi piacere ed allungarmi la vita, potremo chiarire meglio concetti e dialoghi simpatici.
Scusate quindi la mia arteriosclerosi galoppante che, ancora una volta, cercherò di far passare per "orsaggine".

                                     

Per l'immagine © Aventi diritto
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